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24 gennaio 2014

Greentrek: turismo sostenibile in Ecuador tra Ande, Amazzonia e Galapagos

viaggo eco sostenibile in Ecuador, Amazzonia

La Greentrek Sustainable Travel è un’organizzazione ecuadoriana che promuove il turismo sostenibile e responsabile, organizzando eco-tour in Ecuador in alcuni dei luoghi più belli della Terra: Ande, Amazzonia e Isole Galapagos.

Il progetto è nato per rispondere alle urgenti problematiche ambientali ed è diventato realtà grazie alla convinzione che è davvero possibile viaggiare nel modo giusto, minimizzando l’impatto sugli ecosistemi e portando benefici alle piccole comunità, aiutandole a preservare la cultura locale e a generare ricavi da investire in progetti per lo sviluppo sostenibile.
ecoturismo in Ecuador - cicloturismo ed equitazione nelle Ande


I tour e le avventure di chi viaggia con Greentrek offrono una bella esperienza di apprendimento culturale, ricca di significati e di buoni propositi.  Tra i viaggi organizzati ci sono:

  • l'avventura nelle paludi di Cuyabeno (Amazzonia)
  • visita al Parco Nazionale di Yasunì (Amazzonia)
  • incontro con la tribù Huaorani (Amazzonia)
  • birdwatching negli altopiani (Andes)
  • esplorazione del Parco Nazionale di Cotopaxi (Andes)
  • tour della cultura indigena e del mercato di Otavalo (Andes)
  • itinerari vari nelle Isole Galapagos
  • viaggi fatti su misura secondo le necessità e i desideri dei propri clienti

Inoltre, Greentrek – fondata e gestita dal giovane Felipe Arteaga di Quito – è specializzata nel collocamento di volontari in progetti mirati alla sostenibilità socioeconomica, ai programmi di scambio culturale e di educazione ambientale.

Visita il sito di GreenTrek 
volontariato e programmi di studio in Ecuador


25 aprile 2012

Brasile: biciclette fatte di plastica riciclata

bicicletta riciclata brasile
La bicicletta diventa un mezzo ancor più ecologico ed economico: l'artista plastico Juan Muzzi ha ideato e brevettato le Muzzicycles, bici create con il riutilizzo di bottiglie di plastica e altri rifiuti raccolti nelle discariche e per strada.

Nella sua fabbrica a San Paolo, Juan Muzzi riesce a trasformare 200 bottigliette di plastica in un telaio di bicicletta in soli 2 minuti. Le Muzzicycles non solo aiutano ad affrontare grandi problemi ambientali tramite il riciclaggio e il trasporto a impatto zero, ma offrono anche un'alternativa più economica e addirittura più resistente rispetto alle bici tradizionali.

“Il telaio è resistente e ha una garanzia di 10 anni. È anche flessibile e la bicicletta non ha bisogno degli ammortizzatori. Stiamo lavorando per renderla più leggera” spiega l'inventore, nato in Uruguay ma residente in Brasile da 40 anni. Inoltre, il costo di una Muzzicycle è circa la metà di una bici comune, non si arrugginisce e si può riciclare nuovamente.

Il sito ufficiale di Muzzicycles (anche in italiano): http://www.muzzicycles.com.br/

16 febbraio 2012

Mondiali 2014: sedili di zucchero?

Chi viaggerà in Brasile per vedere le partite della Coppa del Mondo potrebbe sedersi su poltrone fatte di canna da zucchero. Il colosso sudamericano, da sempre leader delle abilità calcistiche, sta facendo grandi passi in avanti nell'innovazione e nello sviluppo di nuove tecnologie. Questi due mondi si potrebbero incontrare nel 2014, quando il Paese ospiterà i Mondiali per la prima volta in 64 anni.

La canna da zucchero cresce abbondante in Brasile, dove viene usata non solo come bio-combustibile ma anche nella produzione della plastica 'verde', entrambi derivati da fonti vegetali e non da combustibili fossili come il petrolio.

La Braskem, azienda petrolchimica brasiliana e una tra le più grandi in Sud America, sta proponendo una serie di idee per la creazione di eco-stadi. “Stiamo cercando di dimostrare al mondo che esistono alternative, possiamo produrre la plastica da una fonte rinnovabile” spiega Fabio Carneiro, direttore commerciale del settore rinnovabili della Braskem.

23 gennaio 2012

L'energia solare connette comunità remote in Perù

Il villaggio degli Uros, una popolazione pre-inca peruviana, galleggia nella Baia di Puno, nel Perù sudorientale. Le case si appoggiano sulle piante acquatiche che si intrecciano nel Lago Titicaca.

Anche la scuola locale è galleggiante, ma si contraddistingue per il tetto giallo che sfoggia un pannello solare e un'antenna satellitare. All'interno, inoltre, ci sono 5 computer portatili, una stampante, elettricità e connessione internet.

Tutta questa tecnologia è stata donata dal programma Euro-Solar, finanziato in gran parte dall'Unione Europea  e da partner latinoamericani.

“Quando abbiamo ricevuto il segnale internet per la prima volta eravamo felicissimi; i bambini in particolare erano molto emozionati” racconta il preside Santos Pineda. “Non avevano mai visto un PC prima; ora invece possono fare i compiti sul portatile, è molto utile”.

07 novembre 2011

In Bolivia la coca concima la terra


Usando una piccola zappa, il signor Miguel Callisaya butta del compost fresco su un campo agricolo nella regione dello Yungas, in Bolivia. Il sacco di concime organico sfoggia la scritta “Il miglior fertilizzante del mondo”.

Miguel promuove un progetto che mira a trasformare le piante di coca in fertilizzante organico. È molto orgoglioso dei risultati preliminari: grazie a un periodo di prova superato con voti positivi, sembra proprio che la coca sarà usata non solo come stimolante per gli umani, ma anche per le piante.

Secondo i sostenitori del progetto, al mischiare la coca con altra materia organica (come foglie di alberi, avanzi di ortaggi e letame di pollo), si possono produrre circa 23 tonnellate di fertilizzante di coca al mese.

Il signor Callisaya sostiene l'iniziativa non solo per l'aspetto ambientale legato all'uso di sostanze naturali per concimare i terreni, ma anche perché riduce la quota di mercato e i guadagni dei trafficanti di droga.

30 maggio 2011

Gesù nelle favelas di Rio

Nella favela Cidade de Deus, una delle più famose di Rio de Janeiro, la prima teatrale della Passione di Cristo è stata un po' particolare.

Invece di avere per protagonista il 'tradizionale' Gesù appeso alla croce, il pubblico del  teatro si è trovato davanti un Figlio di Dio con le treccine rasta, arso vivo in una pila di pneumatici. Si tratta di un tipo di tortura usata dai trafficanti di droga delle favelas, chiamata 'micro-ondas'.

Diretta e scritta da Adilson Dias, “Outra Paixão” (Altra Passione) modernizza il testo biblico, ambientandolo nella realtà delle 150 persone che hanno visto la recita, abituate a vivere in una comunità caratterizzata dal crimine e dalla droga.

22 maggio 2011

I re leone? Il ruggito delle economie africane

Si sente spesso parlare della crescita dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) e dello spostamento del potere economico verso l'Asia. Ma la storia di successo degli ultimi 10 anni si trova altrove.

Un'analisi di The Economist (pubblicata all'inizio del 2011) ha scoperto che tra le 10 economie mondiali che sono cresciute più rapidamente, ben 6 si trovano nell'Africa sub-sahariana.

L'unico Paese BRIC nella Top Ten è la Cina, al secondo posto dopo l'Angola. Gli altri 5 'sprinter' (o velocisti) sono: Nigeria, Etiopia, Mozambico e Rwanda, tutti con tassi di crescita dell'8% e oltre. Nei 2 decenni prima del 2000, la classifica era composta da 9 Paesi asiatici e una sola economia africana, l'Uganda.

Tra il 1980 e il 2000, il tasso di crescita del PIL reale dell'Africa sub-sahariana ha registrato una media del 2,4%. Tra il 2000 e il 2010, è salito a una media annua del 5,7%, battendo l'America Latina (3,3%) ma non l'Asia (7,9%). La grande performance dell'Oriente riflette ampiamente il peso della Cina e dell'India; gran parte delle altre economie hanno registrato una crescita più lenta, come Corea del Sud e Taiwan (4%).

Nel corso dei prossimi 5 anni, l'Africa potrebbe passare in vantaggio. Ovvero, l'economia media africana sorpasserà la controparte asiatica.

O almeno dovrebbe. Le economie più povere hanno più potenziale per crescere e recuperare. Lo scandalo è stato che, in passato, il PIL pro-capite africano è diminuito per così tanti anni. Nel 1980, gli africani avevano un reddito medio pro-capite quasi 4 volte più alto di quello cinese. Oggi, i cinesi sono 3 volte più ricchi. La crescita demografica in Africa rallenta l'incremento del reddito pro-capite, anche se quest'ultimo è comunque cresciuto a un tasso annuo del 3% sin dal 2000, quasi due volte più velocemente rispetto alla media globale.

17 aprile 2011

Le strade di Cuba cambiano...

Per le strade dell'Avana sta succedendo qualcosa che non si vedeva da tempo: piccole imprese private stanno spuntando qui e là come funghi.

È il risultato della prima importante scossa al modello economico di tipo sovietico, vigente a Cuba sin dagli anni Sessanta, ma da tempo in crisi. Nell'isola, parlare di 'imprese privata' non è più il tabù di una volta.

Nella Cuba comunista, l'85% della popolazione è impiegata dallo Stato. Ma adesso il governo sta emettendo 250.000 licenze per gli aspiranti imprenditori. L'interesse all'iniziativa è enorme.

I nuovi imprenditori

Fino a qualche tempo fa, la signora Lazara lavorava presso un'azienda statale. Adesso ha un piccolo negozio e vende copie pirata di DVD e CD. “Non diventerò mai una milionaria, ma quest'attività è sufficiente per andare avanti tranquilla” dice alla BBC News.

Un'altra novità consiste nel poter affittare la propria casa alle piccole imprese.

09 aprile 2011

Il rinascimento haitiano: i giovani dipingono un nuovo Paese

Nonostante il devastante terremoto del 2010 e la povertà fisica, la gioventù haitiana si esprime riccamente attraverso l'arte, in particolare tramite la pittura.

L'organizzazione APROFISA (Association pour la promotion de la santé intégrale de la famille) si impegna nella promozione dei diritti umani. Dal 2009 sostiene un programma artistico-culturale a Carrefour-Feuilles, uno dei quartieri più poveri di Port au Prince.

Ogni giorno, una settantina di giovani dagli 8 ai 20 anni visitano l'atelier messo a disposizione da APROFISA. Non solo per imparare a disegnare e pitturare, ma anche e soprattutto per potersi esprimere, distrarre e divertire in una comunità pacifica.

23 marzo 2011

L'incredibile rapporto uomo-natura: video e storie mozzafiato dagli ambienti più estremi del nostro Pianeta

La serie televisiva Human Planet, a cura della BBC in coproduzione con Discovery, è veramente impressionante.

È composta da otto episodi girati in più di 80 posti negli estremi del Pianeta Terra: l'artico, le montagne, gli oceani, le giungle, i deserti, le praterie, i fiumi, e perfino la giungla urbana.

Il filo conduttore delle storie raramente viste in TV e delle immagini filmate in alta definizione è il rapporto che lega il genere umano con la natura al giorno d'oggi.

12 marzo 2011

Haiti: case ecosostenibili dalle macerie del terremoto

In Haiti, dove più di un milione di persone vive in tende e alloggi temporanei in seguito al terribile terremoto del gennaio del 2010, stanno spuntando delle dimore piuttosto particolari.

Costruite con le macerie provocate dal sisma e con altri materiali trovati per strada, le “Earthship” sono delle case eco-sostenibili ideate dall'architetto alternativo americano Michael Reynolds.

Reynolds costruisce case sostenibili, fai-da-te e autosufficienti da più di trent'anni. Con il suo progetto Earthship Biotecture, promuove l'uso di materiali riciclati e di fonti energetiche rinnovabili nella realizzazione di edifici.

04 gennaio 2011

Juan de los Muertos: gli zombie invadono Cuba

A cinquant'anni di distanza dalla storica Revolución, una nuova rivoluzione sta per iniziare a Cuba. È quanto promette lo slogan di un film che uscirà nell'autunno del 2011 e che sta già riscuotendo un grande successo tra gli abitanti dell'isola – e non solo.

Juan de los Muertos fa parlare di sé per vari motivi. Primo: è un film cubano che non rispetta gli schemi osservati, tradizionalmente, dal cinema nazionale dell'isola comunista. Secondo: per essere un film locale e indipendente, ha un budget molto elevato per gli standard cubani (2.300.000 dollari). Terzo: è il primo film cubano... sugli zombie.

È una commedia-horror satirica e sanguinosa, che alternerà risate e smorfie di disgusto. Il regista Alejandro Brugues la descrive così: “È comunque un film molto 'cubano', che prende in giro il nostro modo di pensare e fare. Per esempio, ecco come reagiamo ai problemi: prima cerchiamo di ignorarli; poi proviamo a fare soldi sfruttando il problema; e infine ci buttiamo in mare e cerchiamo di scappare dal Paese. È proprio quello fanno i nostri eroi nel film”.

19 dicembre 2010

Operación Navidad: un regalo di Natale per i ribelli FARC, dall'esercito colombiano

Una unità delle forze speciali dell'esercito colombiano si è infiltrata nella Sierra de la Macarena –  zona controllata dai guerrilleros FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) – per allestire un albero di Natale alto 25 metri e addobbato con tanto di luci (circa 2000, che si attivano al passaggio di persone con dei sensori di movimento).

L'obiettivo di questo regalo di Natale anticipato è quello di incoraggiare i ribelli a smobilitarsi, abbandonare le armi e tornare a casa. L'albero, infatti, è decorato con gli slogan “Smobilitate,  a Natale tutto è possibile” e “Se il Natale può arrivare nella Giungla, voi potete tornare a casa”.

L'esercito allestirà altri 9 alberi in altrettante zone controllate dalle FARC per diffondere un messaggio chiaro e conciliatorio: il Natale è una buona occasione per abbandonare la lotta armata.


15 novembre 2010

Viva Favela: giornalismo partecipativo 2.0

Inclusione digitale, democratizzazione dell'informazione, riduzione della disuguaglianza  sociale. Questi sono gli obiettivi di Viva Favela, un'iniziativa lanciata nel 2001 dalla ONG  brasiliana Viva Rio.

Si tratta di una piattaforma multimediale che raccoglie testi, audio, foto e video prodotti  dagli abitanti delle baraccopoli brasiliane. Lo spazio virtuale viene usato sia per  denunciare pubblicamente i problemi che affliggono le comunità, sia per condividere le  strategie sviluppate dai cittadini per affrontare creativamente le sfide quotidiane.

Il sito permette di conoscere le favelas dall'interno e mostra che c'è molto di più da  raccontare  oltre alle storie di violenza e narcotraffico riportate dai media. Soprattutto,  dimostra il potenziale della Rete per proporre e attivare cambiamenti sociali positivi.

Chiunque può registrarsi e diventare un "corrispondente comunitario". Oltre a pubblicare  articoli, foto, video, audio-interviste e poesie, gli utenti del sito possono commentare e votare i contenuti più apprezzati o più polemici, segnalare eventi, conoscere gli abitanti di altri quartieri.


02 novembre 2010

Guerrillas e paramilitari: lezioni dalla Colombia

“Per sconfiggere i cartelli della droga, le guerrillas marxiste e i paramilitari di destra (i problemi che hanno messo in ginocchio la Colombia negli anni ottanta e novanta), ci vuole la sicurezza. Senza la sicurezza, non puoi affrontare la povertà, costruire scuole e strade, o fare tutte quelle cose che rendono vivibile uno stato.” La pensa così il Brigadier Generale Alberto Jose Mejia Ferrero, comandante della 4rta brigata dell'esercito colombiano.

Secondo lui, la lezione colombiana andrebbe imparata da altri Paesi, come il Messico (intrappolato in una spirale di violenza legata alla droga) e l'Afghanistan (dove la strategia di contro-insurrezione assomiglia a quella già testata in Colombia).

Secondo le stime ufficiali del Governo, il numero di omicidi in Colombia è sceso da 28.837 nel 2002 a 15.817 nel 2009; mentre il numero di sequestri è sceso da 2.882 a 213 durante lo stesso periodo. Molte località hanno una storia positiva da raccontare.

24 ottobre 2010

Una señorita con le palle

“La donna più coraggiosa del Messico”. Così viene definita dai connazionali Marisol Valles Garcia, studentessa ventenne che la scorsa settimana è diventata capo della polizia a Praxedis Guerrero, una delle municipalità più violente nello stato del Chihuahua (a nord-ovest del Paese e confinante con gli Stati Uniti).

È stata l'unica persona ad accettare l'incarico. Negli ultimi anni, vari poliziotti sono stati rapiti e anche uccisi dai cartelli della droga. Solo una decina di giorni fa, i trafficanti hanno ammazzato il sindaco di Pradexis Guerrero; mentre a giugno avevano fatto fuori un altro politico locale.

Marisol, che studia criminologia all'università, è stanca di avere paura. Nonostante la pericolosità della situazione, ha deciso di adottare un approccio alternativo, basato sull dialogo. “Le nostre armi saranno i principi e i valori, il nostro lavoro sarà dedicato alla prevenzione. Vogliamo parlare alle persone, alle famiglie, ai giovani. Ci impegneremo per scambiare la paura con la tranquillità e la sicurezza” dice alla CNN

18 ottobre 2010

Un ivoriano e la pesca sostenibile in Haiti

"Se dai un pesce a chi ha fame lo sfami per un giorno, se gli insegni a pescare lo sfami per tutta la vita". Per aver applicato questo famoso proverbio in Haiti, l'ivoriano Valentin Abe è stato nominato dal Time Magazine come una delle 100 personalità più influenti nel 2010.

Valentin Abe è un esperto di agricoltura dalla Costa d'Avorio. Nel 1989 vince una borsa di studio per frequentare un'università americana, e nel 1997 approda in Haiti per motivi di lavoro. Si rende immediatamente conto che la pesca praticata dai locali è insostenibile e che, nonostante il potenziale, nessuno pratica l'acquacoltura.

Convinto di poter migliorare le vite delle comunità di pescatori insegnando a integrare la pesca abituale con l'allevamento di pesci, Abe inizia a cercare dei partner per avviare l'iniziativa. Ma nessuno lo ascolta: non riesce a ottenere né il sostegno del governo né prestiti privati. L'ivoriano decide di pagare di tasca propria. Nel 2006 riesce a racimolare i 15mila dollari necessari per comprare le prime vasche e i pesci da allevare.

Oggi, il vivaio di Abe contiene 36 vasche e impiega molti dei pescatori che fino a qualche anno fa erano preoccupati per il sostentamento delle loro comunità, visto lo stato delle acque sempre più vuote. Ora, oltre a essere pescatori, sono anche produttori, agenti commerciali e distributori. L'iniziativa di Abe è una fonte di cibo e di reddito per molte comunità in questa piccola Nazione caraibica tormentata da povertà, malnutrizione e dagli effetti del devastante terremoto di gennaio.