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25 aprile 2012

Brasile: biciclette fatte di plastica riciclata

bicicletta riciclata brasile
La bicicletta diventa un mezzo ancor più ecologico ed economico: l'artista plastico Juan Muzzi ha ideato e brevettato le Muzzicycles, bici create con il riutilizzo di bottiglie di plastica e altri rifiuti raccolti nelle discariche e per strada.

Nella sua fabbrica a San Paolo, Juan Muzzi riesce a trasformare 200 bottigliette di plastica in un telaio di bicicletta in soli 2 minuti. Le Muzzicycles non solo aiutano ad affrontare grandi problemi ambientali tramite il riciclaggio e il trasporto a impatto zero, ma offrono anche un'alternativa più economica e addirittura più resistente rispetto alle bici tradizionali.

“Il telaio è resistente e ha una garanzia di 10 anni. È anche flessibile e la bicicletta non ha bisogno degli ammortizzatori. Stiamo lavorando per renderla più leggera” spiega l'inventore, nato in Uruguay ma residente in Brasile da 40 anni. Inoltre, il costo di una Muzzicycle è circa la metà di una bici comune, non si arrugginisce e si può riciclare nuovamente.

Il sito ufficiale di Muzzicycles (anche in italiano): http://www.muzzicycles.com.br/

16 febbraio 2012

Mondiali 2014: sedili di zucchero?

Chi viaggerà in Brasile per vedere le partite della Coppa del Mondo potrebbe sedersi su poltrone fatte di canna da zucchero. Il colosso sudamericano, da sempre leader delle abilità calcistiche, sta facendo grandi passi in avanti nell'innovazione e nello sviluppo di nuove tecnologie. Questi due mondi si potrebbero incontrare nel 2014, quando il Paese ospiterà i Mondiali per la prima volta in 64 anni.

La canna da zucchero cresce abbondante in Brasile, dove viene usata non solo come bio-combustibile ma anche nella produzione della plastica 'verde', entrambi derivati da fonti vegetali e non da combustibili fossili come il petrolio.

La Braskem, azienda petrolchimica brasiliana e una tra le più grandi in Sud America, sta proponendo una serie di idee per la creazione di eco-stadi. “Stiamo cercando di dimostrare al mondo che esistono alternative, possiamo produrre la plastica da una fonte rinnovabile” spiega Fabio Carneiro, direttore commerciale del settore rinnovabili della Braskem.

13 settembre 2011

L'arte nelle favelas di Rio: un museo a cielo aperto

Arroccata in alto su una collina, Cantagalo è una delle favelas che si affaccia sul panoramico lungomare di Rio. È caratterizzata da vicoli sinuosi e masse di cemento. Ogni giorno, migliaia di residenti delle favelas si dirigono verso la città, a lavorare in case, negozi, hotel e bar.

Il movimento migratorio è a senso unico. Infatti, gran parte degli abitanti più benestanti di Rio non ha mai messo piede nella Cantagalo. Ma un nuovo e ambizioso progetto sviluppato dalla comunità della favela sta cercando di cambiare la situazione.

L'iniziativa Museu de Favela si impegna a trasformare la bidonville in un'attrazione turistica. Ha creato una galleria artistica a cielo aperto, composta da una serie di murali enormi ed esposizioni fotografiche che coprono una ventina di edifici, il tutto opera di artisti locali.

“Samba, capoeira, funk: quasi tutto ciò che piace alla élite di Rio de Janeiro viene dalle favelas” commenta Sidney Silva, vice-presidente e guida turistica del Museo della Favela. Uno degli obiettivi dell'iniziativa è presentare la storia della comunità urbana e dare una voce ai 20.000 abitanti di Cantagalo.

30 maggio 2011

Gesù nelle favelas di Rio

Nella favela Cidade de Deus, una delle più famose di Rio de Janeiro, la prima teatrale della Passione di Cristo è stata un po' particolare.

Invece di avere per protagonista il 'tradizionale' Gesù appeso alla croce, il pubblico del  teatro si è trovato davanti un Figlio di Dio con le treccine rasta, arso vivo in una pila di pneumatici. Si tratta di un tipo di tortura usata dai trafficanti di droga delle favelas, chiamata 'micro-ondas'.

Diretta e scritta da Adilson Dias, “Outra Paixão” (Altra Passione) modernizza il testo biblico, ambientandolo nella realtà delle 150 persone che hanno visto la recita, abituate a vivere in una comunità caratterizzata dal crimine e dalla droga.

13 febbraio 2011

Opera d'arte vivente nelle favelas di Rio de Janeiro

Le baraccopoli di Rio de Janeiro sono, per la maggior parte, caratterizzate da case di mattoni grezzi  senza intonaco, ammucchiate una sull'altra e arroccate sulle colline della metropoli. Mal viste e temute dal resto della città, le favelas sono afflitte dal degrado, dalla criminalità e da gravi problemi di igiene pubblica per la mancanza di acqua potabile e di sistemi di fognatura.

Ma gli abitanti della favela di Santa Marta hanno trasformato la loro comunità in una tela vivente, un caleidoscopio di colori.

Grazie all'idea di due artisti olandesi (Dre Urhahn e Jeroen Koolhaas) e al supporto offerto da una società di vernici brasiliana (Coral), l'iniziativa O Morro (la collina) ha coinvolto 34 edifici e circa 7.000 metri quadrati di spazio, trasformati in un'opera d'arte.

04 febbraio 2011

Tribu indigene sconosciute in Amazzonia: primo video aereo di un altro mondo

Sono immagini bellissime, che lasciano senza fiato. Le foto hanno già fatto il giro del mondo in pochi giorni, e ora è uscito il video unico ed esclusivo che documenta l'esistenza di tribu indigene sconosciute persino ai governi nazionali.

Jose Carlos Meirelles lavora da 40 anni per l'ente brasiliano FUNAI (Fundação Nacional do Índio), occupandosi di monitorare le tribu amazzoniche e di difendere i loro territori dagli invasori (bracconieri e taglialegna illegali).

Ha deciso di portare una troupe della BBC in un posto remoto nella foresta amazzonica tra Brasile e Perù per documentare e condividere, per la prima volta, la presenza di comunità che vivono in totale isolamento e di cui non si conosce niente. Gli operatori hanno usato degli zoom molto potenti per poter filmare a 1km di distanza,  minimizzando il disturbo.

"Senza prove della loro esistenza, il resto del mondo non farebbe niente per proteggerli. Non è nemmeno facile convincere i governi della loro esistenza. Ma un'immagine può valere più di mille report e documenti" dice Meirelles ai microfoni della BBC.

La decisione di esporre al mondo quella che potrebbe essere una delle 'ultime tribù' è scaturita dalle azioni del governo peruviano, che invece di prendere iniziative per espellere i taglialegna abusivi ha dichiarato che le tribu 'incontattate' sono un'invenzione degli ambientalisti.

26 dicembre 2010

Iniziativa del web 2.0: a Natale, dona un libro

La campagna “Dona un libro” (Doe um livro) è nata in modo informale in Brasile. Nel 2009, alcuni utenti lanciano su Twitter l'idea di incentivare gli internauti a donare libri da distribuire nelle comunità carenti ed emarginate, e nelle biblioteche pubbliche e scolastiche.

Per diffondere l'iniziativa, gli ideatori pensano a una strategia 'social' del Web 2.0: creano l'hashtag #doeumlivro su Twitter e l'omonimo blog per consapevolizzare e mobilizzare gli utenti.

La risposta degli internauti è stata sorprendente. Il passaparola si è diffuso nella piattaforma 'cinguettante' di microblogging, su Facebook e in vari blog, fino ad arrivare a grandi personaggi brasiliani, come lo scrittore Paulo Coelho, la cantante Maria Rita, il presentatore Serginho Groisman e il giornalista William Bonner.

27 novembre 2010

L'abbraccio più grande del mondo, da Rio de Janeiro

Il Cristo Redentore “chiude” le braccia e cinge simbolicamente la città brasiliana. Riflettori speciali e animazione 3D hanno creato una spettacolare illusione ottica il mese scorso a Rio de Janeiro (guarda il video in basso).

Il direttore della proiezione magica, il cineasta brasiliano Fernando Salis, ha usato sia la tecnologia di ultima generazione di Hollywood che un gioco di luci e ombre per aumentare la percezione del movimento.

Per creare l'illusione, i produttori hanno spento l'illuminazione tradizionale della statua e installato 246 tra lampade e riflettori speciali, che hanno proiettato una serie di foto scattate intorno al Corcovado (montagna sulla cui cima è situata la statua) e altre zone di Rio.

15 novembre 2010

Viva Favela: giornalismo partecipativo 2.0

Inclusione digitale, democratizzazione dell'informazione, riduzione della disuguaglianza  sociale. Questi sono gli obiettivi di Viva Favela, un'iniziativa lanciata nel 2001 dalla ONG  brasiliana Viva Rio.

Si tratta di una piattaforma multimediale che raccoglie testi, audio, foto e video prodotti  dagli abitanti delle baraccopoli brasiliane. Lo spazio virtuale viene usato sia per  denunciare pubblicamente i problemi che affliggono le comunità, sia per condividere le  strategie sviluppate dai cittadini per affrontare creativamente le sfide quotidiane.

Il sito permette di conoscere le favelas dall'interno e mostra che c'è molto di più da  raccontare  oltre alle storie di violenza e narcotraffico riportate dai media. Soprattutto,  dimostra il potenziale della Rete per proporre e attivare cambiamenti sociali positivi.

Chiunque può registrarsi e diventare un "corrispondente comunitario". Oltre a pubblicare  articoli, foto, video, audio-interviste e poesie, gli utenti del sito possono commentare e votare i contenuti più apprezzati o più polemici, segnalare eventi, conoscere gli abitanti di altri quartieri.