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13 settembre 2011

L'arte nelle favelas di Rio: un museo a cielo aperto

Arroccata in alto su una collina, Cantagalo è una delle favelas che si affaccia sul panoramico lungomare di Rio. È caratterizzata da vicoli sinuosi e masse di cemento. Ogni giorno, migliaia di residenti delle favelas si dirigono verso la città, a lavorare in case, negozi, hotel e bar.

Il movimento migratorio è a senso unico. Infatti, gran parte degli abitanti più benestanti di Rio non ha mai messo piede nella Cantagalo. Ma un nuovo e ambizioso progetto sviluppato dalla comunità della favela sta cercando di cambiare la situazione.

L'iniziativa Museu de Favela si impegna a trasformare la bidonville in un'attrazione turistica. Ha creato una galleria artistica a cielo aperto, composta da una serie di murali enormi ed esposizioni fotografiche che coprono una ventina di edifici, il tutto opera di artisti locali.

“Samba, capoeira, funk: quasi tutto ciò che piace alla élite di Rio de Janeiro viene dalle favelas” commenta Sidney Silva, vice-presidente e guida turistica del Museo della Favela. Uno degli obiettivi dell'iniziativa è presentare la storia della comunità urbana e dare una voce ai 20.000 abitanti di Cantagalo.

30 maggio 2011

Gesù nelle favelas di Rio

Nella favela Cidade de Deus, una delle più famose di Rio de Janeiro, la prima teatrale della Passione di Cristo è stata un po' particolare.

Invece di avere per protagonista il 'tradizionale' Gesù appeso alla croce, il pubblico del  teatro si è trovato davanti un Figlio di Dio con le treccine rasta, arso vivo in una pila di pneumatici. Si tratta di un tipo di tortura usata dai trafficanti di droga delle favelas, chiamata 'micro-ondas'.

Diretta e scritta da Adilson Dias, “Outra Paixão” (Altra Passione) modernizza il testo biblico, ambientandolo nella realtà delle 150 persone che hanno visto la recita, abituate a vivere in una comunità caratterizzata dal crimine e dalla droga.

09 aprile 2011

Il rinascimento haitiano: i giovani dipingono un nuovo Paese

Nonostante il devastante terremoto del 2010 e la povertà fisica, la gioventù haitiana si esprime riccamente attraverso l'arte, in particolare tramite la pittura.

L'organizzazione APROFISA (Association pour la promotion de la santé intégrale de la famille) si impegna nella promozione dei diritti umani. Dal 2009 sostiene un programma artistico-culturale a Carrefour-Feuilles, uno dei quartieri più poveri di Port au Prince.

Ogni giorno, una settantina di giovani dagli 8 ai 20 anni visitano l'atelier messo a disposizione da APROFISA. Non solo per imparare a disegnare e pitturare, ma anche e soprattutto per potersi esprimere, distrarre e divertire in una comunità pacifica.