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23 giugno 2014

Architetti africani emergenti: edifici creativi in Africa e non solo

Scuola in Burkina Faso
Una delle scuole ideate da Diebedo Francis Kere in Burkina Faso:
blocchi di terra cruda e tetti in acciaio

L’Africa è una terra in costruzione. Qui, nel 2013, più di 220 miliardi di dollari sono stati spesi per la costruzione di edifici.

Negli anni, molti architetti stranieri sono riusciti a mettere la loro firma nel continente, ma un numero sempre più crescente di talenti locali si sta facendo avanti per modellare i paesaggi, e in alcuni casi anche per esportare il proprio genio all’estero.

“L’Africa guarda sempre verso il nord. Non sempre guarda a casa propria, dove in realtà c’è molta competenza e conoscenza indigena”, dice alla CNN Ian Low, professore di architettura presso la University of Cape Town ed editore della versione sudafricana di Architectural Digest.

La dimostrazione? Diamo un’occhiata ad alcuni architetti contemporanei africani individuati dalla CNN.

29 febbraio 2012

Il tech-rivoluzionario d'Africa

Spesso descritto come il “Bill Gates d'Africa”, Herman Chinery-Hesse è uno dei pionieri del software nel continente nero. Sforna innovazioni da 20 anni, contribuendo all'abbattimento delle barriere tecnologiche tra l'Africa e il resto del mondo.

Nel 1991 l'inventore e visionario ghanese ha fondato la SOFTtribe, una compagnia di successo che ancora oggi fornisce assistenza tecnica e informatica alle aziende in tutta Africa.

Negli ultimi anni, Chinery-Hesse si è dedicato a portare l'e-commerce negli angoli più remoti del continente africano, scatenando una rivoluzione imprenditoriale che varia dai centri commerciali virtuali all'electronic ticketing alle assicurazioni digitali.

13 agosto 2011

Carestia in Somalia: bambino ghanese lancia raccolta fondi

In meno di una settimana, Andrew Andasi è riuscito a raccogliere più di 500 dollari (350 euro) per le vittime della carestia in Somalia. Una somma di tutto rispetto, visto che Andrew è un bambino di soli 11 anni che vive in Ghana.

Lo studente ha lanciato l'iniziativa pochi giorni fa, dopo aver visto in TV le immagini di bimbi e mamme in marcia alla ricerca di cibo in Somalia.

Intervistato dalla BBC, ha dichiarato che il suo obiettivo è di raccogliere 20 milioni di Cedi ghanesi (9 milioni di Euro) durante le vacanze scolastiche estive.

“Dovrebbero partecipare tutti: persone, compagnie, Chiese e altre organizzazioni” ha detto Andrew, che ha anche stampato volantini e adesivi per la sua campagna. La determinazione di questo bambino ha colpito i ghanesi, che lo hanno visto parlare in TV e alla radio.

Per informarsi su come realizzare la sua missione nel miglior modo possibile, si è recato presso l'ufficio del World Food Programme (WFP) dell'ONU in Ghana, dove è riuscito a parlare con il direttore locale. Il primo passo è stato quello di aprire un conto in banca per le donazioni.

Ismail Omer, rappresentante del WFP in Ghana, ha commentato “La sua determinazione è lodevole e lui si dà molto da fare. Quando è venuto a parlarmi della sua iniziativa mi sono emozionato. Spero che possa diventare un buon leader per la sua generazione”.

Buona fortuna Andrew!!!

01 maggio 2011

Yawa: the hope of Ghanaian and African women

Questa è una versione in inglese dell'articolo su Yawa, fondatrice della LLN. Per leggere l'articolo in italiano, cliccare qui.


I  had the pleasure of meeting Yawa in 2004, during a course on democracy and tribalism in Ghana. At the time, I had immediately noticed and appreciated her great personality, wisdom and determination.

In the past few years, Yawa has confirmed herself as a leader in Ghana, both at university level as well as community level. Her passion? Defending and enhancing the role and opportunities of Ghanaian and African women in society and daily life.

She became the first female president of a college-level student government organization in Ghana. In 2007 she was invited to join the Pan-African Network of Emerging Leaders. She was one of the founders and presidents of Women of Ashesi, a support group for university-level women.

Yawa Hansen-Quao passionately defends women's rights and female empowerment. She organizes and promotes workshops about gender stereotyping, AIDS and sexual education. As a member of Toastmasters International, she shares the art of public speaking, helping other women to develop the necessary skills and confidence to become more effective communicators.

28 aprile 2011

Yawa: la speranza delle donne ghanesi e africane

Ho avuto il piacere di conoscere Yawa nel 2004 in Ghana, durante un corso sulla democrazia e il tribalismo in Africa. Già all'epoca avevo notato e apprezzato la sua grande personalità, saggezza e determinazione.

Negli ultimi anni, Yawa si è affermata come una leader sia a livello universitario che comunitario in Ghana, soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione del ruolo e delle opportunità delle donne africane nella società e nella vita quotidiana.

È diventata la prima presidente donna di un'organizzazione governativa universitaria in Ghana. Nel 2007, è stata invitata al Pan-African Network of Emerging Leaders. È stata uno dei fondatori e dei presidenti di Women of Ashesi, un gruppo di supporto per le ragazze che frequentano l'università.

Yawa Hansen-Quao difende con passione i diritti delle donne e l'empowerment femminile. Organizza e promuove workshop sugli stereotipi di genere e programmi per la sensibilizzazione sull'AIDS e l'educazione sessuale. Come membro della Toastmasters International, condivide l'arte di parlare in pubblico, aiutando altre donne a sviluppare la fiducia e le abilità necessarie per diventare delle comunicatrici più efficaci.

05 dicembre 2010

Il Leopardo delle Nevi africano e la prima pista da sci del Ghana

Se avete seguito le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, vi ricordate sicuramente di questo personaggio. Kwame Nkrumah-Acheampong, 36 anni, è entrato nella storia dello sci mondiale per essere stato il primo ghanese a qualificarsi e a partecipare a un'Olimpiade invernale.

Kwame, cresciuto in un villaggio nella savana ghanese, ha visto la neve per la prima volta a 30 anni in Inghilterra, dove si era trasferito per lavorare come receptionist. Inizia a sciare in un centro sportivo a Milton Keyes, dove può usare gratuitamente la pista da sci artificiale in quanto impiegato della struttura.

Si innamora subito dello sport, e sei anni più tardi riesce – contro ogni pronostico – a qualificarsi per la gara dello slalom gigante delle Olimpiadi in Canada.