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23 giugno 2014

Architetti africani emergenti: edifici creativi in Africa e non solo

Scuola in Burkina Faso
Una delle scuole ideate da Diebedo Francis Kere in Burkina Faso:
blocchi di terra cruda e tetti in acciaio

L’Africa è una terra in costruzione. Qui, nel 2013, più di 220 miliardi di dollari sono stati spesi per la costruzione di edifici.

Negli anni, molti architetti stranieri sono riusciti a mettere la loro firma nel continente, ma un numero sempre più crescente di talenti locali si sta facendo avanti per modellare i paesaggi, e in alcuni casi anche per esportare il proprio genio all’estero.

“L’Africa guarda sempre verso il nord. Non sempre guarda a casa propria, dove in realtà c’è molta competenza e conoscenza indigena”, dice alla CNN Ian Low, professore di architettura presso la University of Cape Town ed editore della versione sudafricana di Architectural Digest.

La dimostrazione? Diamo un’occhiata ad alcuni architetti contemporanei africani individuati dalla CNN.

03 febbraio 2014

La “ruota d’acqua” aiuta le comunità rurali

Ruota d'acqua in IndiaPerché portarsi a spalla 50 litri d’acqua… quando puoi farli rotolare per terra? Spesso si dice che le idee più semplici sono quelle migliori, e questa ne è una dimostrazione!

La WaterWheel, o ruota d’acqua, è un’ingegnosa invenzione che sta migliorando la vita di milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo, facilitando l’accesso all’acqua pulita e il trasporto della stessa.

Ruota d'acqua in AfricaLe prime ruote d’acqua, chiamate Hippo Rollers, si erano viste nel 2006 in Africa. Lo strumento è stato perfezionato dall’iniziativa imprenditoriale sociale Wello, che ne promuove l’utilizzo tra i villaggi rurali in India.

Secondo una ricerca fatta dalla stessa Wello, le donne delle comunità più remote dedicano fino al 25% della loro giornata al trasporto d’acqua per le loro famiglie. Si stima che nel mondo ci siano più di 1 miliardo di persone costrette a viaggiare più di mezzo miglio (più di 800 metri) per raggiungere una fonte di acqua pulita.

Grazie alla WaterWheel si possono trasportare fino a cinque volte la quantità d’acqua portabile a mano o a spalla, viaggiando molto più velocemente. Questo permette di migliorare la produttività nelle zone rurali, in quanto le donne e le bambine – tradizionalmente incaricate di prendere l’acqua – si possono dedicare ad attività più costruttive come l’educazione.

24 gennaio 2014

Greentrek: turismo sostenibile in Ecuador tra Ande, Amazzonia e Galapagos

viaggo eco sostenibile in Ecuador, Amazzonia

La Greentrek Sustainable Travel è un’organizzazione ecuadoriana che promuove il turismo sostenibile e responsabile, organizzando eco-tour in Ecuador in alcuni dei luoghi più belli della Terra: Ande, Amazzonia e Isole Galapagos.

Il progetto è nato per rispondere alle urgenti problematiche ambientali ed è diventato realtà grazie alla convinzione che è davvero possibile viaggiare nel modo giusto, minimizzando l’impatto sugli ecosistemi e portando benefici alle piccole comunità, aiutandole a preservare la cultura locale e a generare ricavi da investire in progetti per lo sviluppo sostenibile.
ecoturismo in Ecuador - cicloturismo ed equitazione nelle Ande


I tour e le avventure di chi viaggia con Greentrek offrono una bella esperienza di apprendimento culturale, ricca di significati e di buoni propositi.  Tra i viaggi organizzati ci sono:

  • l'avventura nelle paludi di Cuyabeno (Amazzonia)
  • visita al Parco Nazionale di Yasunì (Amazzonia)
  • incontro con la tribù Huaorani (Amazzonia)
  • birdwatching negli altopiani (Andes)
  • esplorazione del Parco Nazionale di Cotopaxi (Andes)
  • tour della cultura indigena e del mercato di Otavalo (Andes)
  • itinerari vari nelle Isole Galapagos
  • viaggi fatti su misura secondo le necessità e i desideri dei propri clienti

Inoltre, Greentrek – fondata e gestita dal giovane Felipe Arteaga di Quito – è specializzata nel collocamento di volontari in progetti mirati alla sostenibilità socioeconomica, ai programmi di scambio culturale e di educazione ambientale.

Visita il sito di GreenTrek 
volontariato e programmi di studio in Ecuador


30 ottobre 2012

Etiopia: scarpe equosolidali, create con materiali riciclati


scarpe eque e sostenibili
Otto anni fa, in Etiopia, Bethlehem Tilahun Alemu decide di vendere scarpe create con materiali riciclati, tra cui pneumatici. L'azienda da lei creata, chiama SoleRebels, è presto diventata la prima impresa di calzature ad essere certificata dalla World Fair Trade Organization (WFTO) per il commercio equo e solidale.

Oggi è anche una delle imprese di maggior successo in Etiopia. Vende prodotti in 55 Paesi, soprattutto in Austria, Canada, Giappone, Svizzera e Stati Uniti. Le scarpe vengono vendute anche online.

Dopo aver studiato per diventare contabile, Bethlehem decise di avventurarsi nel business delle calzature al rendersi conto che il suo quartiere era pieno di artigiani di talento ma disoccupati. “Avevano le abilità ma nessuna opportunità per lavorare” dice l'imprenditrice, che era anche a conoscenza della crescente domanda per i prodotti eco-sostenibili all'estero. “Così ho deciso di creare le scarpe a mano, fatte con materiali locali da persone locali”.

25 aprile 2012

Brasile: biciclette fatte di plastica riciclata

bicicletta riciclata brasile
La bicicletta diventa un mezzo ancor più ecologico ed economico: l'artista plastico Juan Muzzi ha ideato e brevettato le Muzzicycles, bici create con il riutilizzo di bottiglie di plastica e altri rifiuti raccolti nelle discariche e per strada.

Nella sua fabbrica a San Paolo, Juan Muzzi riesce a trasformare 200 bottigliette di plastica in un telaio di bicicletta in soli 2 minuti. Le Muzzicycles non solo aiutano ad affrontare grandi problemi ambientali tramite il riciclaggio e il trasporto a impatto zero, ma offrono anche un'alternativa più economica e addirittura più resistente rispetto alle bici tradizionali.

“Il telaio è resistente e ha una garanzia di 10 anni. È anche flessibile e la bicicletta non ha bisogno degli ammortizzatori. Stiamo lavorando per renderla più leggera” spiega l'inventore, nato in Uruguay ma residente in Brasile da 40 anni. Inoltre, il costo di una Muzzicycle è circa la metà di una bici comune, non si arrugginisce e si può riciclare nuovamente.

Il sito ufficiale di Muzzicycles (anche in italiano): http://www.muzzicycles.com.br/

18 marzo 2012

Riciclare saponette d'hotel per salvare bambini nel mondo

saponetta riciclata
Negli anni '70, Derreck Kayongo e la sua famiglia scappano dagli orrori della violenza nella loro terra natale, l'Uganda, e si rifugiano in Kenya, dove si devono abituare alla sopravvivenza senza accesso ai beni di prima necessità. Grazie ai sacrifici dei genitori e all'impegno di Derreck, il ragazzo riesce ad andare a scuola a Nairobi e ad avere un'occasione unica per trasferirsi a studiare negli Stati Uniti.

Durante il suo primo soggiorno in un hotel a Philadelphia, nei primi anni '90, Derreck si sorprende al vedere che in camera c'erano ben 3 saponette: una per il corpo, una per le mani e una per il viso, senza contare gli shampoo. “Perché hanno una saponetta per ogni parte del corpo?” si chiede, scoprendo che dopo ogni check-out, il sapone avanzato viene buttato via anche se appena usato.

23 gennaio 2012

L'energia solare connette comunità remote in Perù

Il villaggio degli Uros, una popolazione pre-inca peruviana, galleggia nella Baia di Puno, nel Perù sudorientale. Le case si appoggiano sulle piante acquatiche che si intrecciano nel Lago Titicaca.

Anche la scuola locale è galleggiante, ma si contraddistingue per il tetto giallo che sfoggia un pannello solare e un'antenna satellitare. All'interno, inoltre, ci sono 5 computer portatili, una stampante, elettricità e connessione internet.

Tutta questa tecnologia è stata donata dal programma Euro-Solar, finanziato in gran parte dall'Unione Europea  e da partner latinoamericani.

“Quando abbiamo ricevuto il segnale internet per la prima volta eravamo felicissimi; i bambini in particolare erano molto emozionati” racconta il preside Santos Pineda. “Non avevano mai visto un PC prima; ora invece possono fare i compiti sul portatile, è molto utile”.

08 gennaio 2012

La casa fatta di... bottiglie di plastica

Come smaltire le bottiglie di plastica se nel proprio Paese ancora non esiste la raccolta differenziata e scarseggiano gli impianti di riciclaggio?

In Nigeria, nel villaggio di Yelwa è stato trovato un modo non solo per creare un progetto eco-sostenibile, ma anche un'attrazione turistica.

Per il Paese africano si tratta della prima casa costruita con bottiglie di plastica già usate e buttate via. Una volta riempite con la sabbia, le bottiglie vengono sistemate di lato e una sopra l'altra, mentre fango e argilla vengono spalmati su ogni strato.

La casa è rotonda, ovvero rispetta la popolare forma architettonica diffusa nella Nigeria settentrionale. All'esterno presenta un design particolare, creato dai fondi di bottiglia esposti nelle pareti. All'interno ci sono una camera da letto, salotto, bagno e cucina.

07 novembre 2011

In Bolivia la coca concima la terra


Usando una piccola zappa, il signor Miguel Callisaya butta del compost fresco su un campo agricolo nella regione dello Yungas, in Bolivia. Il sacco di concime organico sfoggia la scritta “Il miglior fertilizzante del mondo”.

Miguel promuove un progetto che mira a trasformare le piante di coca in fertilizzante organico. È molto orgoglioso dei risultati preliminari: grazie a un periodo di prova superato con voti positivi, sembra proprio che la coca sarà usata non solo come stimolante per gli umani, ma anche per le piante.

Secondo i sostenitori del progetto, al mischiare la coca con altra materia organica (come foglie di alberi, avanzi di ortaggi e letame di pollo), si possono produrre circa 23 tonnellate di fertilizzante di coca al mese.

Il signor Callisaya sostiene l'iniziativa non solo per l'aspetto ambientale legato all'uso di sostanze naturali per concimare i terreni, ma anche perché riduce la quota di mercato e i guadagni dei trafficanti di droga.

27 settembre 2011

Lampadina a luce solare? Per crearla basta una bottiglia

Nelle baraccopoli di Manila ci sono molte casette che non hanno finestre o punti luce. Per poter svolgere lavori domestici, leggere o altro, le famiglie devono spesso ricorrere all'illuminazione artificiale anche durante il giorno, oppure concentrare tutte le attività di notte. Infatti, gli abitanti delle Filippine pagano le bollette elettriche più care d'Asia, e non tutti possono permettersi consumi elettrici elevati.

Un'idea semplice, ma brillante, sta aiutando migliaia di famiglie a illuminare la casa sfruttando la luce naturale del sole in modo sostenibile ed economico. Basta mettere dell'acqua e un po' di candeggina in una bottiglia (anche vecchia o recuperata dall'immondizia), inserirla in un pezzo di metallo, e poi incastrarla in un buco fatto appositamente sul tetto della casa (spesso di lamiera o legno).

28 agosto 2011

Ecoturismo in Libano: la foresta di cedri millenari

La Shouf Cedar Reserve è la più grande foresta naturale e protetta del Libano. Con i suoi 2.000 ettari, copre circa il 5% del Paese ed è un’oasi di pace per escursionisti, ciclisti, bird-watchers e per chi vuole scappare dal trambusto di Beirut.

Nel 2005, quest’area è diventata una UNESCO Biosphere Reserve. Da allora sono aumentati i progetti per la promozione del turismo ecologico, rurale e comunitario.

Gli abitanti dei 24 villaggi ubicati all’interno nella riserva vendono ai turisti una serie di prodotti fatti in casa (marmellate, olio e vino) o alimenti raccolti in modo sostenibile nella foresta (miele, erbe e olive).

02 luglio 2011

La squadra dei sari verdi: protezione ambientale in Bangladesh

In un piccolo villaggio del Bangladesh meridionale, mogli, mamme e ragazze hanno deciso di dedicarsi a un nuovo ruolo nella loro comunità: guardiane della Riserva Naturale del Chunati.

Ogni giorno, si vestono con un sari verde e pattugliano la foresta, aiutando le (poche) guardie forestali inviate dal governo. Camminano silenziosamente per gli alberi secolari, cercando e denunciando coloro che svolgono attività illegali nel parco naturale.

Fino a poco tempo fa, questa riserva da 77 km² era stata gravemente danneggiata dal taglio e trasporto di tronchi d'albero, dall'agricoltura e dalla caccia.

Grazie alla partecipazione di questo gruppo di donne e al lavoro congiunto con le autorità, la zona si sta riprendendo: la vegetazione cresce rigogliosa, e si intravedono uccelli selvatici, scimmie, volpi ed elefanti.

15 giugno 2011

Kenya: campo da calcio a energia solare


L'illuminazione a energia solare permette a molti giovani di giocare a calcio di sera e di notte, tenendoli lontani dalle strade pericolose del quartiere povero di Mathare (Nairobi).

Le partite a illuminazione notturna si giocano presso il Mathare Football for Hope Center. Questo centro sportivo è gestito dalla Mathare Youth Sports Association (MYSA), che promuove il calcio come uno strumento per il ripristino ambientale, la formazione manageriale e la prevenzione dell'AIDS.

Le nuove luci, donate da una compagnia cinese, permettono al centro di rimanere aperto per altre 3 ore al giorno, diminuendo l'impatto energetico sia della struttura sportiva che dei giocatori. “Preferisco giocare la sera, quando fa un po' meno caldo” dice un ventunenne alla CNN.

16 maggio 2011

Energia solare e microcredito: l'esempio del Bangladesh

Il Bangladesh ha un serio problema energetico. Circa la metà dei suoi 162 milioni di abitanti non ha accesso all'elettricità.

Grameen Shakti è un'organizzazione locale no-profit fondata nel 1996 per promuovere e sviluppare l'energia rinnovabile nelle zone rurali del Paese.

Uno dei suoi programmi si concentra sull'introduzione dell'energia solare 'femminile' nei villaggi più sperduti.

L'organizzazione insegna alle donne come installare e riparare pannelli solari ed apparati elettrici nelle case e nelle aziende.

“Questo tipo di lavoro ci aiuta a contribuire finanziariamente alle nostre famiglie” commenta l'apprendista Monowara alla CNN, dopo aver installato un pannello solare sul tetto della casa di un abitante del villaggio.

03 maggio 2011

Kenya: comunità trasforma la 'monnezza' in fonte energetica

Ushirika Wa Safi è un'organizzazione locale creata e gestita dalla comunità della baraccopoli di Laini Saba, nel sobborgo di Kibera (Nairobi, Kenya).

Il suo nome in Kiswahili significa “associazione per il mantenimento della nettezza”. La sua missione? Togliere i rifiuti dalle strade e trasformarli in fonte di energia.

Le fogne a cielo aperto e i mucchi di spazzatura sono una cosa diffusa in gran parte dei quartieri degradati del Kenya. Qui, le autorità locali sono spesso invisibili e i residenti devono cavarsela da soli per mantenere un certo livello di nettezza urbana e limitare il rischio di malattie legate all'assenza di servizi igienici.

Ma alcuni cittadini hanno trasformato questa situazione in un'opportunità per realizzare cambi positivi nella comunità.

23 marzo 2011

L'incredibile rapporto uomo-natura: video e storie mozzafiato dagli ambienti più estremi del nostro Pianeta

La serie televisiva Human Planet, a cura della BBC in coproduzione con Discovery, è veramente impressionante.

È composta da otto episodi girati in più di 80 posti negli estremi del Pianeta Terra: l'artico, le montagne, gli oceani, le giungle, i deserti, le praterie, i fiumi, e perfino la giungla urbana.

Il filo conduttore delle storie raramente viste in TV e delle immagini filmate in alta definizione è il rapporto che lega il genere umano con la natura al giorno d'oggi.

12 marzo 2011

Haiti: case ecosostenibili dalle macerie del terremoto

In Haiti, dove più di un milione di persone vive in tende e alloggi temporanei in seguito al terribile terremoto del gennaio del 2010, stanno spuntando delle dimore piuttosto particolari.

Costruite con le macerie provocate dal sisma e con altri materiali trovati per strada, le “Earthship” sono delle case eco-sostenibili ideate dall'architetto alternativo americano Michael Reynolds.

Reynolds costruisce case sostenibili, fai-da-te e autosufficienti da più di trent'anni. Con il suo progetto Earthship Biotecture, promuove l'uso di materiali riciclati e di fonti energetiche rinnovabili nella realizzazione di edifici.

04 febbraio 2011

Tribu indigene sconosciute in Amazzonia: primo video aereo di un altro mondo

Sono immagini bellissime, che lasciano senza fiato. Le foto hanno già fatto il giro del mondo in pochi giorni, e ora è uscito il video unico ed esclusivo che documenta l'esistenza di tribu indigene sconosciute persino ai governi nazionali.

Jose Carlos Meirelles lavora da 40 anni per l'ente brasiliano FUNAI (Fundação Nacional do Índio), occupandosi di monitorare le tribu amazzoniche e di difendere i loro territori dagli invasori (bracconieri e taglialegna illegali).

Ha deciso di portare una troupe della BBC in un posto remoto nella foresta amazzonica tra Brasile e Perù per documentare e condividere, per la prima volta, la presenza di comunità che vivono in totale isolamento e di cui non si conosce niente. Gli operatori hanno usato degli zoom molto potenti per poter filmare a 1km di distanza,  minimizzando il disturbo.

"Senza prove della loro esistenza, il resto del mondo non farebbe niente per proteggerli. Non è nemmeno facile convincere i governi della loro esistenza. Ma un'immagine può valere più di mille report e documenti" dice Meirelles ai microfoni della BBC.

La decisione di esporre al mondo quella che potrebbe essere una delle 'ultime tribù' è scaturita dalle azioni del governo peruviano, che invece di prendere iniziative per espellere i taglialegna abusivi ha dichiarato che le tribu 'incontattate' sono un'invenzione degli ambientalisti.

16 dicembre 2010

Le tigri prosperano nella foresta usata dal bandito Veerappan, il Robin Hood indiano

Dieci anni fa, avvistare una tigre nella foresta di Sathyamangalam (India meridionale) era un evento molto, molto raro.

Oggi, ci sono almeno 20 splendidi esemplari che riescono a riprodursi naturalmente, ovvero senza l'utilizzo dell'inseminazione artificiale che ha permesso un incremento della popolazione in altre regioni dell'India e in Cina.

La foresta, dichiarata riserva naturale nel 2008, è un importante corridoio migratorio di elefanti, cervi, avvoltoi e altri animali. Secondo le ultime stime, in India ci sarebbero solo 1.500 tigri.

In passato, Sathyamangalam è diventata nota per ben altri motivi. Per 30 anni la giungla è stata il nascondiglio del famigerato bandito Koose Muniswamy Veerappan (nella foto).

03 dicembre 2010

Jo’burg: la città più verde d'Africa... e presto del mondo?

Alice Nyakaza ha il giardino più bello del quartiere. Davanti alla sua casetta si estende un piccolo prato con dei fiori e un albero da frutta. La maggior parte delle altre case e baracche del quartiere di Orlando East a Soweto sono circondate da collinette polverose e mucchietti di spazzatura.

La donna è molto orgogliosa del suo spazio verde e racconta alla CNN: “A volte i passanti notano il mio giardino, mi complimentano e mi chiedono se possono fotografarlo”.

Pian piano cresce il numero di persone che, come Alice, aggiungono della vegetazione intorno alla loro abitazione. La township di Soweto venne costruita negli anni Quaranta nel periodo dell’apartheid per ospitare temporaneamente le persone di colore che lavoravano per i bianchi a Johannesburg: nessuno pensò a creare un ambiente decente e abitabile.