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28 marzo 2011

William, il ragazzo che cattura il vento e l'energia solare in Malawi

William Kamkwamba è nato nel 1987 in una tipica famiglia povera del Malawi. Va a scuola fino ai 13 anni, quando deve abbandonare gli studi per aiutare i genitori e i fratelli nei campi. Nel tempo libero, visita la piccola libreria del suo villaggio, dove trova un libro sull'energia eolica.

A 15 anni, il ragazzo autodidatta costruisce – da solo  – un mulino a vento. Lo fa seguendo le semplici istruzioni del libro Using Energy e utilizzando alberi di eucalipto, pezzi di una bicicletta e materiali raccolti in un deposito di rottami. E lo fa, soprattutto, credendo in sé stesso e senza lasciarsi scoraggiare da chi gli dava del matto.

Il mulino è semplicissimo, ma funzionante. William riesce a portare l'elettricità nella sua casa. Il suo sogno diventa così quello di costruire un mulino a vento ancora più grande per poter irrigare l'intero villaggio.

31 gennaio 2011

La rivoluzione verde del Malawi: un modello per l'Africa?

Il mercato di Ekwendeni, nel nord del Malawi, è in fermento e sfoggia mille colori: montagne di manghi e banane, sacchi di farina e barattoli di fagioli  che luccicano al sole del pomeriggio. Ma sei anni fa la scena era molto diversa.

“Ai tempi della carestia, le persone non potevano vendere queste merci tranquillamente. Oggi, invece, c'è più sicurezza alimentare. L'offerta ha superato la domanda” sostiene Edgar Bayani, esperto locale di agraria che attribuisce la generosa fornitura alimentare a una giusta dose di pioggia e al programma di sussidi del governo.

Fino al 2005, il Malawi aveva sofferto 6 anni di scarsità alimentare, una situazione che si è ribaltata dopo l'introduzione dei sussidi agricoli nel 2006. Ma si tratta di una soluzione sostenibile? Secondo Bayani, no: “Il concime utilizzato rovina la fertilità e la struttura del suolo. In più, il programma è finanziato dai donatori, noi non possiamo sostenerlo economicamente.”

Un gruppo di ricercatori canadesi la pensa come Bayani e ha lanciato un progetto per lo sviluppo agricolo sostenibile chiamato Soils, Food and Healthy Communities (SFHC), che aiuta gli agricoltori locali a diversificare il raccolto.