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24 agosto 2011

Primavera araba: il hip hop e le rivoluzioni in Medio Oriente


La musica e le rivoluzioni hanno una lunga storia, ma il hip hop nel mondo arabo no. Eppure, c'è chi lo identifica come una delle forze motrici della cosiddetta primavera araba (insieme ai social media).

“Signor Presidente... siamo diventati come animali... viviamo come cani”

Sono le parole del giovane rapper tunisino El Général (vero nome Hamada Ben Amor), nella sua canzone Rais Le Bled.

Era la fine del 2010 quando El Général, ancora relativamente sconosciuto, ha condiviso su Facebook la sua canzone accompagnata da un semplice video.

Il testo della canzone parla di corruzione, disoccupazione e povertà, puntando il dito direttamente contro l'ex presidente  Zine al-Abidine Ben Ali.



In pochi giorni, la canzone diventa 'virale' e molti manifestanti la cantano per le strade in tutta la Tunisia. A gennaio, El Général viene detenuto e interrogato per 3 giorni dalle autorità tunisine.

09 maggio 2011

I bambini di Gaza tornano alla scuola musicale di al-Qattan


C'era una volta una scuola musicale a Gaza. Trentun bambini dai 7 agli 11 anni potevano scegliere tra vari strumenti. Gran parte delle 19 bambine imparavano a suonare la chitarra e il piano, mentre molti dei 12 bambini preferivano l'oud (liuto).

Dopo soli 6 mesi di vita, la scuola musicale di al-Qattan è stata rasa al suolo dai bombardamenti israeliani a fine 2008–inizio 2009. Per miracolo, i bambini non erano ancora arrivati alle lezioni, e nessuno ha perso la vita.

Grazie alla leadership del direttore Ibrahim al-Najjar (click qui per audio-intervista con la BBC) e all'aiuto di ONG e gruppi di volontari, l'al-Qattan Music School è stata ricostruita e le lezioni sono riprese nel 2011.

Si tratta di un'iniziativa unica, poiché l'accademia è l'unico posto dove i bambini palestinesi possono imparare la musica nella Striscia di Gaza. Attualmente, 87 bambini frequentano la scuola quasi ogni giorno.

03 marzo 2011

Salsa colombiana: un dos tres.. Delirio!

Bogotà è la capitale politica e amministrativa della Colombia. Ma la capitale musicale e 'salsera' del Paese sudamericano è senz'altro Santiago de Cali, conosciuta semplicemente come Cali.

Cali è famosa a livello mondiale per le numerose salsotecas che infiammano la vita notturna della città e per i suoi ballerini, puntualmente premiati in Colombia e all'estero per la loro creatività e bravura.

Ma la protagonista assoluta è la tipologia di salsa che si balla a Cali – la salsa caleña per l'appunto – un ballo elettrizzante, caratterizzato da movimenti velocissimi, in particolare di gambe e piedi.

Purtroppo, Cali è anche conosciuta per la criminalità diffusa, spesso legata al traffico della droga e alle azioni della guerrilla marxista FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia).

Nella città ci sono varie ONG impegnate a tenere i cittadini lontani dalla malavita. Tra queste, c'è la Fundación Delirio, che offre a molti caleños la possibilità di perfezionare le loro capacità ballerine e di viaggiare, presentandosi non solo al pubblico colombiano ma anche a quello internazionale.

26 gennaio 2011

La musica che unisce il Sudan, nonostante la guerra e il referendum

Il ritmo contagioso delle percussioni africane applicate al hip-hop contemporaneo incontra la melodia armoniosa di un classico oud mediorientale. Il linguaggio giovanile e un po' brusco di un rapper che si esprime in inglese, dinka e nuer, si unisce a un testo poetico cantato in arabo.

È la musica di 'Ceasefire' (tregua), una collaborazione musicale del 2005 tra Emmanuel Jal, giovane rapper dal Sudan meridionale, e Abdel-Gadir Salim, affermato cantante dal Sudan settentrionale. Tramite la musica, i due artisti cercarono di fare qualcosa per colmare il vuoto lasciato dagli insuccessi della politica.

Jal è nato all'inizio degli anni Ottanta nel sud del Paese. Pochi anni dopo viene reclutato dalla Sudanese People's Liberation Army (SPLA) e diventa un bambino soldato durante la seconda guerra civile del Sudan. Stanco degli orrori del conflitto, riesce a scappare con dei bambini-soldato in un altro campo  di ribelli, dove incontra una volontaria inglese che riesce a portarlo – clandestinamente – in Kenya.

18 novembre 2010

Musica e cooperazione: voci dalle strade del mondo

Playing for Change è un'iniziativa volta a ispirare la cooperazione attraverso la musica. Mette in contatto musicisti di tutto il mondo, inclusi quanti vivono in realtà conflittuali.

Il produttore del suono Mark Johnson (vincitore di un premio Grammy) ha viaggiato con il suo team per un decennio, guidato dalla passione per l’idea di unire il mondo attraverso la musica. L’ambizioso percorso li ha condotti dal Sud Africa del dopo-apartheid alle antiche strade del Medio Oriente, dai barrios sud Americani alle principali piazze europee, dall’Himalaya ai sobborghi americani.

Grazie a innovative attrezzature digitali portatili, la squadra ha filmato e registrato più di 100 musicisti, in larga parte all’aperto in piazze, parchi, strade (spesso sterrate) e villaggi. Ogni performance ripresa creava un nuovo mix in cui in sostanza ogni musicista interagiva con gli altri, a dispetto della distanza di centinaia o migliaia di chilometri che separava gli uni dagli altri.

Nel sito di Playing for Change potete visualizzare le varie tappe dell'avventura, consultare le schede biografiche degli artisti che hanno partecipato al progetto (gran parte dei quali sono artisti di strada), ascoltare le canzoni registrate, guardare i video, consultare le date dei concerti dei musicisti, comprare CD e DVD, e altro.

Ecco il risultato di una delle tante collaborazioni: artisti di strada statunitensi cantano 'Stand by me' interagendo con una schiera di musicisti in Messico, Sudafrica, Brasile, Francia, Olanda e altri posti.



La seguente è una canzone folk con una melodia popolare originata a Chennai (India) e interpretata da artisti in Argentina, Francia, Israele, Portogallo, India, Zimbabwe, Italia e altri luoghi.