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26 luglio 2012

Al galoppo verso il successo in Kenya

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Dieci anni fa, dopo aver perso improvvisamente il posto di lavoro in banca, Anthony Muthama decide di occuparsi di qualcosa di completamente diverso... Ispirato dalla passione di suo figlio per i cavalli, apre una scuola di equitazione a Nairobi.

“Non è stata una cosa che avevo pianificato. Non sapevo nemmeno andare a cavallo. Ogni tanto portavo mio figlio a lezione, e un giorno ho deciso di cavalcare anch'io. Mi sono appassionato subito. Senza pensarci più di tanto ho detto a mia moglie: 'Dovremmo aprire una scuola di equitazione' e lei mi ha sostenuto da subito.”

Anthony investe i soldi della liquidazione nel progetto. Compra alcuni cavalli, costruisce le stalle e deve alimentare gli animali senza avere un reddito fisso: i 5000 dollari finiscono subito.

16 ottobre 2011

Ex bambini di strada gestiscono safari lodge in Tanzania

La piccola città di Arusha è conosciuta come la capitale turistica della Tanzania. Situata vicino al confine con il Kenya, funge da base per molte agenzie che organizzano safari nel Serengeti e dintorni.

Ma quando il sole tramonta su questa  pacifica città, emerge un lato più scuro e triste. I marciapiedi e i viali si riempiono di bambini e giovani ragazzi di strada. Non hanno una casa, non vanno a scuola e vivono ai margini della società. Considerata una minaccia, questa gioventù difficilmente riesce a trovare lavoro e molti ragazzi diventano tossicodipendenti.

La Watoto Foundation ha ideato un modo unico per aiutare i bambini di strada della Tanzania a ricostruire le loro vite e, allo stesso tempo, rafforzare l'industria del turismo. Gestisce il Kiboko Lodge, il primo safari resort di lusso il cui personale è composto solo da ex bambini di strada.

13 agosto 2011

Carestia in Somalia: bambino ghanese lancia raccolta fondi

In meno di una settimana, Andrew Andasi è riuscito a raccogliere più di 500 dollari (350 euro) per le vittime della carestia in Somalia. Una somma di tutto rispetto, visto che Andrew è un bambino di soli 11 anni che vive in Ghana.

Lo studente ha lanciato l'iniziativa pochi giorni fa, dopo aver visto in TV le immagini di bimbi e mamme in marcia alla ricerca di cibo in Somalia.

Intervistato dalla BBC, ha dichiarato che il suo obiettivo è di raccogliere 20 milioni di Cedi ghanesi (9 milioni di Euro) durante le vacanze scolastiche estive.

“Dovrebbero partecipare tutti: persone, compagnie, Chiese e altre organizzazioni” ha detto Andrew, che ha anche stampato volantini e adesivi per la sua campagna. La determinazione di questo bambino ha colpito i ghanesi, che lo hanno visto parlare in TV e alla radio.

Per informarsi su come realizzare la sua missione nel miglior modo possibile, si è recato presso l'ufficio del World Food Programme (WFP) dell'ONU in Ghana, dove è riuscito a parlare con il direttore locale. Il primo passo è stato quello di aprire un conto in banca per le donazioni.

Ismail Omer, rappresentante del WFP in Ghana, ha commentato “La sua determinazione è lodevole e lui si dà molto da fare. Quando è venuto a parlarmi della sua iniziativa mi sono emozionato. Spero che possa diventare un buon leader per la sua generazione”.

Buona fortuna Andrew!!!

03 maggio 2011

Kenya: comunità trasforma la 'monnezza' in fonte energetica

Ushirika Wa Safi è un'organizzazione locale creata e gestita dalla comunità della baraccopoli di Laini Saba, nel sobborgo di Kibera (Nairobi, Kenya).

Il suo nome in Kiswahili significa “associazione per il mantenimento della nettezza”. La sua missione? Togliere i rifiuti dalle strade e trasformarli in fonte di energia.

Le fogne a cielo aperto e i mucchi di spazzatura sono una cosa diffusa in gran parte dei quartieri degradati del Kenya. Qui, le autorità locali sono spesso invisibili e i residenti devono cavarsela da soli per mantenere un certo livello di nettezza urbana e limitare il rischio di malattie legate all'assenza di servizi igienici.

Ma alcuni cittadini hanno trasformato questa situazione in un'opportunità per realizzare cambi positivi nella comunità.

13 febbraio 2011

Opera d'arte vivente nelle favelas di Rio de Janeiro

Le baraccopoli di Rio de Janeiro sono, per la maggior parte, caratterizzate da case di mattoni grezzi  senza intonaco, ammucchiate una sull'altra e arroccate sulle colline della metropoli. Mal viste e temute dal resto della città, le favelas sono afflitte dal degrado, dalla criminalità e da gravi problemi di igiene pubblica per la mancanza di acqua potabile e di sistemi di fognatura.

Ma gli abitanti della favela di Santa Marta hanno trasformato la loro comunità in una tela vivente, un caleidoscopio di colori.

Grazie all'idea di due artisti olandesi (Dre Urhahn e Jeroen Koolhaas) e al supporto offerto da una società di vernici brasiliana (Coral), l'iniziativa O Morro (la collina) ha coinvolto 34 edifici e circa 7.000 metri quadrati di spazio, trasformati in un'opera d'arte.

26 dicembre 2010

Iniziativa del web 2.0: a Natale, dona un libro

La campagna “Dona un libro” (Doe um livro) è nata in modo informale in Brasile. Nel 2009, alcuni utenti lanciano su Twitter l'idea di incentivare gli internauti a donare libri da distribuire nelle comunità carenti ed emarginate, e nelle biblioteche pubbliche e scolastiche.

Per diffondere l'iniziativa, gli ideatori pensano a una strategia 'social' del Web 2.0: creano l'hashtag #doeumlivro su Twitter e l'omonimo blog per consapevolizzare e mobilizzare gli utenti.

La risposta degli internauti è stata sorprendente. Il passaparola si è diffuso nella piattaforma 'cinguettante' di microblogging, su Facebook e in vari blog, fino ad arrivare a grandi personaggi brasiliani, come lo scrittore Paulo Coelho, la cantante Maria Rita, il presentatore Serginho Groisman e il giornalista William Bonner.

27 novembre 2010

L'abbraccio più grande del mondo, da Rio de Janeiro

Il Cristo Redentore “chiude” le braccia e cinge simbolicamente la città brasiliana. Riflettori speciali e animazione 3D hanno creato una spettacolare illusione ottica il mese scorso a Rio de Janeiro (guarda il video in basso).

Il direttore della proiezione magica, il cineasta brasiliano Fernando Salis, ha usato sia la tecnologia di ultima generazione di Hollywood che un gioco di luci e ombre per aumentare la percezione del movimento.

Per creare l'illusione, i produttori hanno spento l'illuminazione tradizionale della statua e installato 246 tra lampade e riflettori speciali, che hanno proiettato una serie di foto scattate intorno al Corcovado (montagna sulla cui cima è situata la statua) e altre zone di Rio.