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17 maggio 2012

Inye – il tablet africano

inye tablet africano
L'Africa ha poco da invidiare all'iPad della Apple: una compagnia nigeriana ha ideato e lanciato la propria versione di un tablet. Il prodotto si chiama Inye e costa la metà del cugino americano.

Saheed Adepoju, co-fondatore dell'azienda informatica nigeriana  The Encipher Group, spiega che uno degli obiettivi del progetto era quello di colmare il vuoto lasciato nel mercato nigeriano e africano dalla Apple, che non punta sul continente nero ma piuttosto sull'America e la Cina.

The Encipher Group mira anche a offrire un prodotto di qualità e a buon prezzo, capace di soddisfare la domanda di quanti vorrebbero comprare un tablet PC ma non se lo possono permettere.

La prima versione dell'Inye, il cui nome significa “il primo” in Igala (una delle lingue parlate in Nigeria), usa il sistema operativo Android, ha una capacità di 16 GB, include una fotocamera da 1.3 megapixel e sfrutta la connessione internet wifi o 3G.


29 febbraio 2012

Il tech-rivoluzionario d'Africa

Spesso descritto come il “Bill Gates d'Africa”, Herman Chinery-Hesse è uno dei pionieri del software nel continente nero. Sforna innovazioni da 20 anni, contribuendo all'abbattimento delle barriere tecnologiche tra l'Africa e il resto del mondo.

Nel 1991 l'inventore e visionario ghanese ha fondato la SOFTtribe, una compagnia di successo che ancora oggi fornisce assistenza tecnica e informatica alle aziende in tutta Africa.

Negli ultimi anni, Chinery-Hesse si è dedicato a portare l'e-commerce negli angoli più remoti del continente africano, scatenando una rivoluzione imprenditoriale che varia dai centri commerciali virtuali all'electronic ticketing alle assicurazioni digitali.

28 marzo 2011

William, il ragazzo che cattura il vento e l'energia solare in Malawi

William Kamkwamba è nato nel 1987 in una tipica famiglia povera del Malawi. Va a scuola fino ai 13 anni, quando deve abbandonare gli studi per aiutare i genitori e i fratelli nei campi. Nel tempo libero, visita la piccola libreria del suo villaggio, dove trova un libro sull'energia eolica.

A 15 anni, il ragazzo autodidatta costruisce – da solo  – un mulino a vento. Lo fa seguendo le semplici istruzioni del libro Using Energy e utilizzando alberi di eucalipto, pezzi di una bicicletta e materiali raccolti in un deposito di rottami. E lo fa, soprattutto, credendo in sé stesso e senza lasciarsi scoraggiare da chi gli dava del matto.

Il mulino è semplicissimo, ma funzionante. William riesce a portare l'elettricità nella sua casa. Il suo sogno diventa così quello di costruire un mulino a vento ancora più grande per poter irrigare l'intero villaggio.

21 febbraio 2011

Da agricoltore a direttore generale di un’innovativa rete televisiva

Non chiamatelo mogul mediatico, è un'etichetta che non gradisce. Eppure, il nigeriano Alistair Soyode è il direttore generale di un’azienda televisiva che non smette di crescere. È anche il presidente di Jader Group Media, che pubblica due magazine su tecnologia e informazione di rilievo nel continente africano (Mobile Tech News ed Excel).

“Classificatemi come un agricoltore, perché è quello che ho studiato. Sono un agricoltore che è passato alla TV” dice in un intervista ad African Voices, programma di approfondimento della CNN sul continente nero.
Nel 2002, Soyode ha fondato Bright Entertainment Network (BEN) television, il primo canale televisivo dedicato all’Africa e ai Caraibi nel Regno Unito. Nove anni più tardi, il mix d'intrattenimento, notizie e sport fornito da BEN TV raggiunge un milione di spettatori al giorno.

Non male per un uomo che, anni fa, è arrivato in Inghilterra per diventare un calciatore professionista. Un sogno che non è riuscito a materializzare. “Non riuscivo a concentrami con il freddo e il clima, quindi ho deciso di fare i bagagli e trovare qualcos'altro da fare”. *Come ti capisco Alistair! (Nota dell'Autrice)*

07 novembre 2010

Applicazioni mobile, made in Africa


Secondo uno studio della International Telecommunication Union, l’Africa è il continente più 'sconnesso' al mondo: linee telefoniche e collegamenti Internet sono rari e solo il 5 per cento degli africani accede alla Rete. Eppure, lo stesso report conferma che negli ultimi anni gli abbonamenti per cellulari sono aumentati del 50 per cento l’anno, più rapidamente che in qualsiasi altra parte del pianeta.

Mentre gli sviluppatori americani ed europei competono nella produzione di frivole applicazioni per gli ultimi congegni mobile, quelli africani pensano ad ‘app’ di utilità sociale che possono funzionare su telefonini da meno di 20 euro e senza connessione. Hanno pensato a dei semplici servizi a base di SMS. Essenziali, ma pratici e vantaggiosi. Ecco qualche esempio.

21 ottobre 2010

Social network emergenti sfidano Facebook e Twitter

Facebook avrà pure 500 milioni di amici, ma ha anche molti rivali... e un numero sempre più grande arriva dalle economie in via di sviluppo.

Un esempio di successo viene dalla Cina, dove il social network locale QZone conta ben 50 milioni di utenti. Questo numero potrebbe essere dovuto al fatto che Facebook è stato bloccato dal governo cinese. Ma gli esperti internazionali hanno altre spiegazioni. “Il successo globale di Facebook e Twitter è ampiamente dovuto al predominio della lingua inglese e forse della cultura americana, ma a livello locale conta ancora la differenza culturale”, sostengono dall'Internet Institute presso la University of Oxford.

I consumatori dei Paesi in via di sviluppo danno spesso la priorità alle iniziative e ai successi locali.  Sempre in Cina, per esempio, il servizio di messaggistica istantanea QQ ha circa 570 milioni di utenti attivi, superando Skype, AIM, ICQ, MSN e Yahoo messi insieme. QQ e QZone non appartengono a un gigante americano o al governo cinese, ma sono il risultato di un progetto lanciato 10 anni fa a Shenzen, prima città cinese a essere selezionata dal governo, nel 1980, per l'avviamento di un esperimento 'capitalista'. Il successo socio-economico di Shenzen le ha permesso di svolgere un ruolo pilota nell'apertura dell'economia cinese all'estero e di diventare un modello di business development nel resto della Cina.